martedì 13 dicembre 2016

Settima lezione: Instagram & Youtube



Instagram

Instagram nasce come prodotto mobile: infatti si tratta di un social che ha seguito fin dalla sua nascita l'evoluzione degli smartphone.

Il predecessore di Instagram più famoso era Flickr, oggi acquisito da Yahoo (Instagram invece da Facebook).

Come funziona?
Instagram permette di:

  • Pubblicare foto, video e realizzare dirette;
  • Mettere like;
  • Commentare;
  • Creare hashtag;
  • Geolocalizzazione  --> permette di localizzare dove è stata scattata la foto o girato il                                  video                   
                                    --> permette di visualizzare la mappa del luogo                                                                         --> permette di visualizzare tutte le foto scattate in quel luogo

N.B. Non permette di postare link.

La versione web è più limitata della versione mobile (in generale permette soltanto la semplice visualizzazione dei contenuti), cosa coerente con lo sviluppo mobile che ha subito dalla sua nascita.

Utilità per il giornalismo:

  • Reperire materiale (foto, video, ecc)
  • Reperire storie


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Youtube


Youtube nasce nel 2004. Alla base c'era l'idea di un'utenza attiva in grado di pubblicare video.

Il successo arriva con l'aumento della velocità delle connessioni e della potenza dei computer intorno agli anni 2005-07, in quanto in precedenza si era costretti a scaricare il video per poterlo visualizzare.
Recentemente inoltre si può ravvisare il fenomeno degli "Youtubers", utenti particolarmente attivi con un discreto successo di follower (alcuni, grazie alla monetizzazione ottenuta tramite Youtube stesso, ne hanno fatto un vero e proprio lavoro).

Youtube è stata la prima a permettere di inserire video nella propria piattaforma, anche se non senza forti iniziali resistenze, poi cadute grazie alla possibilità di "embeddare" video (e quindi mantenerne la proprietà).

Tra le possibilità offerte da Youtube ci sono:

  • Aprire un canale e seguirne altri.
  • Condividere, commentare e mettere "mi piace".

Il risveglio di Neto dopo la tragedia della Chapecoense

Post tragedia Chapecoense: il risveglio di Neto



Negli ultimi giorni la sua storia e quella dei suoi compagni ha commosso il mondo, non solo quello del calcio. 
Doveva infatti essere una giornata di festa, una piccola favola, un grande evento sportivo, che invece si è trasformato in tragedia.

Il 28 novembre 2016 parte un aereo che avrebbe dovuto portare il difensore Neto e la sua Chapecoense, piccolo club brasiliano ai primi passi sui campi internazionali, a giocarsi la Coppa Sudamericana con gli avversari dell'Atlético Nacional. L'aereo non è mai atterrato.
Il volo LaMia Airlines 2933, infatti, mentre si avvicinava all'aeroporto José Maria Cordoba, si è schiantato a 50 km dalla città colombiana di Medellìn. Il velivolo caduto in Colombia aveva a bordo 77 persone, di cui ne sono sopravvissute soltanto sei.


Qui l'audio dell'ultima comunicazione del pilota, prima dello schianto.



Tra i superstiti c'è lo stesso Neto, paradossalmente l'ultimo ad essere venuto a conoscenza dell'accaduto. Dopo essere stato ricoverato in ospedale, infatti, si è svegliato dal coma e alla domanda:
Com'è finita la partita contro l'Atletico Nacional? E come mai mi trovo a letto in ospedale con tutte queste ferite?
nessuno ha avuto il coraggio di dargli una risposta. Sotto preciso ordine della psicologa che seguiva il recupero emotivo dei sopravvissuti, infatti, è stato proibito al medico del club Carlos Mendonca e ai visitatori di informarlo dell'accaduto, in modo da non procurargli ulteriori shock.


Soltanto il 13 dicembre la psicologa si è convinta, con tutte le precauzioni del caso per evitargli pesanti danni psicologici, a raccontagli quanto è successo. Lo stesso medico Mendonca inoltre spiega che si è giunti a tale decisione perchè il peso sulla famiglia, e in particolare la moglie, stava diventando troppo forte, in quanto Neto continuava a porle domande senza che lei potesse rispondergli.
"Questo generava una tensione troppo grande" spiega il medico. "Quindi abbiamo deciso di dirglielo e ora lui è molto triste. Ma è un ragazzo forte, e si riprenderà".

Poi la clamorosa rivelazione del sogno:
"Probabilmente, quando potrà, ve lo dirà lo stesso Neto: lui ha fatto un sogno il giorno prima della partenza. Ha sognato che l'aereo su cui si trovava stava cadendo, una cosa drammatica, al punto che poi ha detto alla moglie che non voleva più viaggiare. E adesso non fa che ripensarci, perché l'incubo è diventato realtà".



giovedì 1 dicembre 2016

Sesta lezione: Twitter



Argomento della lezione di oggi è stato Twitter, social network nato nel marzo del 2006 come sistema di messaggistica, in un periodo storico in cui gli SMS facevano da padrone e si stavano diffondendo blog e MySpace. 

Questo clima ha favorito la nascita di Twitter, che oggi si è evoluto in un sistema di condivisione di messaggi, Gif, link, video, ecc., diventando uno strumento efficacissimo soprattutto per i giornalisti, che possono così accedere ad un numero infinito di notizie e fonti minuto per minuto.

Caratteristica distintiva di Twitter è l'hashtag, ossia una o più parole chiave precedute da un #, che permette di raggruppare tutti i tweet che fanno riferimento ad un tema. Oltre a raggruppare e tenere traccia dell'argomento, facilita anche la ricerca.
Twitter è molto utile anche per fare social analysis.

Il nome deriva da "to tweet", parola inglese che significa "cinguettare"(da cui il logo), che rispecchia il modo in cui viene utilizzato questo strumento: brevi post di 140 caratteri volti a condividere velocemente un commento, impressione, pensiero.

Quotato anche in borsa, Twitter si trova attualmente in crisi di utenza, in quanto cresce molto meno di altri social come Facebook soprattutto a livello di novità (anche se dal 19 settembre un aggiornamento sta cercando di cambiare il trend).


Articolo sull'annuncio di Cars 3

Da questo momento, cambierà tutto: Cars 3
Disney Pixar annuncia con un teaser trailer il terzo capitolo della fortunata serie di film d'animazione


''Attaccato alla cieca da una nuova generazione di veloci piloti sfolgoranti, il mitico Saetta McQueen viene improvvisamente buttato fuori dallo sport che ama. Per tornare in gioco, avrà bisogno dell'aiuto di una giovane tecnico di razza e del suo piano per vincere, dell'ispirazione dell'esperienza del Favoloso Hudson Hornet e di alcune situazioni inaspettate. Il #95 dimostrerà così che non è ancora finito e metterà alla prova il cuore di un campione sul grande palcoscenico da corsa della Piston Cup!''.
Così il sito della Pixar annuncia, nella pagina dedicata, l'uscita del terzo capitolo delle avventure di Saetta McQueen, l'auto da corsa della serie di film d'animazione Cars - Motori Ruggenti debuttata nel 2006, con un sequel nel 2011. L'attesa pellicola infatti uscirà nelle sale americane il 16 giugno 2017.

L'annuncio, avvenuto in precedenza sulla pagina youtube della stessa Disney Pixar, ha diviso i fan: pur ovviamente contenti della rivelazione, molto scalpore e polemica ha suscitato infatti il contenuto del teaser trailer rilasciato, che, insieme alle parole qui sopra, lasciano intendere una sorte sfortunata per il protagonista.



Articolo sul progetto Life WolfAlps

All'Insubria incontro pubblico sul ripopolamento del lupo in Lombardia
Il Progetto LIFE WolfAlps promuove due seminari in collaborazione con la Regione Lombardia e Istituto Oikos
Nell´ambito del Progetto LIFE Wolfalps e grazie alla collaborazione di Regione Lombardia e Istituto Oikos, l'Università degli Studi dell'Insubria, organizza due seminari sulla tematica del ritorno del lupo in Lombardia e delle strategie di gestione della specie.

Il Progetto LIFE WolfAlps è un progetto che ha l'obiettivo di realizzare azioni coordinate per la conservazione a lungo termine della popolazione alpina di lupoTuttavia si occupa già da tempo di promuovere l'informazione corretta su questi argomenti, soprattutto a chi si occupa di divulgazione scientifica. Ed è quindi con lo scopo di offrire un'opportunità di approfondimento agli studenti universitari interessati, in particolare quelli dei corsi di laurea in Scienze dell'Ambiente e della Natura e in Scienze Ambientali, che è nata questa collaborazione con L'Università dell'Insubria.

Gli incontri sono comunque gratuiti e aperti a tutti coloro che desiderino conoscere con maggior dettaglio queste tematiche, e si terranno nelle giornate di martedì 6 e 13 dicembre dalle ore 9:00 alle ore 13:00 presso l'aula 1TM del Padiglione Morselli di Via Otorino Rossi a
Varese e in collegamento in videoconferenza presso l'aula VS9 Piano -1 Valleggio, del polo universitario di Via Valleggio 11, a Como.

La locandina è scaricabile al seguente link.






giovedì 24 novembre 2016

Quinta lezione: articolo



In questa lezione come primo argomento abbiamo analizzato le caratteristiche principali che deve possedere un articolo. In particolare:

  • le 5 W, ossia Who, What, Why, When, Where; 
  • titolo;
  • occhiello;
  • sommario;
  • attacco, composto dalle prime righe dell'articolo, il quale deve essere fulminante per attirare                    l'attenzione del lettore;
  • firma.
In seguito abbiamo fatto una distinzione del diverso approccio che si ha nel trattare una notizia su diversi mezzi di comunicazione. In particolare:
  • Su carta: possibilità di personalizzazione limitata (solo immagini o al massimo realtà aumentata tramite QR Code). Deve sottostare ai limiti di spazio, stabilito "a righe" o "a cartelle";
  • Sulla TV: grande personalizzazione, soprattutto video. La limitazione è rappresentata dal tempo                  impiegato alla fruizione;
  • Sul Web: assenza di limitazioni di tempo e spazio. Grande possibilità di personalizzazione, anche e soprattutto a livello interattivo.
Dopo questa spiegazione, abbiamo analizzato le prime pagine dei quotidiani e i rispettivi titoli scelti.

Al termine della lezione abbiamo fatto una ricerca di un post di Facebook, che abbiamo introdotto dopo averlo incorporato nella pagina. Vedi qui.


Articolo sulla tribù degli Yanomami

La tribù degli Yanomami di nuovo in pericolo
Avvistata una nuova comunità dall'alto, ma il Funai fa scattare l'allarme: "C'è il rischio che scompaiano"



Era da più di un anno che non si avvistavano gli Moxihatetema, uno dei tre gruppi delle comunità indigene brasiliane degli Yanomami, rimasti tutt'oggi "incontaminati" dalla mano dell'uomo.
Le foto pubblicate però recentemente da una ricognizione aerea del Funai, l'ente governativo brasiliano che si occupa di difendere e preservare le comunità indigene dell'Amazzonia, mostrano una nuova comunità sana e fiorente al confine col Venezuela.

Tuttavia è proprio l'ente del Funai che lancia l'allarme. La tribù è infatti minacciata da due fattori: i minatori illegali che continuano a devastare la foresta e i fondi governativi brasiliani che stentano, tanto da dimezzare le risorse dello stesso Funai.

Si tratta di una minaccia che non conosce fine nè soluzioni imminenti. Da quando è in carica Micheal Temer, 37esimo presidente brasiliano, infatti, il governo sta facendo pesanti tagli di bilancio del Funai, che è stato costretto a chiudere il campo degli attivisti della zona in questione. 


"Sono stati lasciati al proprio destino" afferma Fiona Watson di Survival International. "Stiamo chiedendo che i finanziamenti non vengano tagliati, o per lo meno rimangano inalterati. Ma non abbiamo risposte in questo senso".

"Ma i diritti degli indigeni", racconta Davi Kopenawa, presidente dell'associazione Yanomami Hutukara, "potrebbero presto essere cancellati dato che nel 2017 sono previsti ulteriori tagli al Funai "che lasceranno l'ente con la più bassa disponibilità economica degli ultimi anni.